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| 07 giu 2024 | 19:58

Dalla cyber-sicurezza alle risorse idriche, l'impegno Ue per il Trentino. La Commissione europea: "Importante giocare da protagonisti nel futuro"

Claudia Colla è la rappresentante della Commissione europea per il Nord Italia e direttrice dell’Ufficio di Milano. "Alcuni attori fanno uso di notizie false o distorte per influenzare l’andamento delle elezioni e la nostra vita democratica. Si tratta del tentativo di manipolare la realtà per supportare la tesi di una guerra in risposta alle provocazioni dell’Occidente e non di aggressione ai danni dell’Ucraina" spiega 

Dalla cyber-sicurezza alle risorse idriche, l'impegno Ue per il Trentino
di Redazione

TRENTO. “Affrontare i problemi a livello europeo permette di condividere mezzi e soluzioni, così da alleggerirne il peso sulle spalle”. E' uno dei messaggi che Claudia Colla, Rappresentante della Commissione europea per il Nord Italia e direttrice dell’Ufficio di Milano ha voluto lanciare in una intervista a il Dolomiti in occasione dell'importante voto per il rinnovo delle istituzioni europee di questo fine settimana. 

 

I temi cruciali sul tavolo sono tanti ed è per questo che è fondamentale recarsi al voto. Tutti i cittadini italiani e dunque anche quelli trentini sono chiamati alle urne per eleggere 76 deputati del Parlamento europeo, sui 705 deputati totali dell’istituzione centrale dell’Unione europea, l’unica a suffragio universale, che rappresenta circa 450 milioni di persone. Le urne saranno aperte sabato 8, dalle 15 alle 23, e domenica 9, dalle 7 alle 23. Lo spoglio dei voti inizierà a partire dalle 23 di domenica 9 giugno.

 

Anche il nostro territorio ha potuto beneficiare dei finanziamenti arrivati dalla comunità europea. “In Trentino – spiega la rappresentante per la Commissione europea per il Nord Italia - tra i vari progetti Pnrr che ricadono sul territorio, alcuni rivestono un’importanza strategica sia per la transizione energetica e digitale sia per il ruolo che svolgono per la resilienza ambientale”.

 

Dottoressa Colla, sabato 8 e domenica 9 giugno si voterà in Italia. Sono elezioni che ridisegneranno il destino e i vertici delle istituzioni europee. Come è stata questa campagna elettorale? Si è parlato d'Europa oppure in Italia il voto si è concentrato perlopiù sui problemi locali?

Le prossime elezioni europee avverranno nel segno delle risposte dell’Unione europea alla pandemia, alla crisi economica e poi all’aggressione russa in Ucraina. In breve, sulle principali questioni che hanno avuto un impatto sulla nostra vita, l’Unione europea ha sempre risposto “Presente”. Secondo i dati Eurobarometro (primavera 2024), le cittadine e i cittadini europei lo riconoscono: 6 su 10 (61%) si dicono ottimisti sul futuro dell’Unione europea; gli italiani sono più ottimisti della media europea, quasi 7 su 10 (66%). È un dato che investe le istituzioni europee della responsabilità di corrispondere alle aspettative dei suoi cittadini. Affrontare i problemi a livello europeo permette di condividere mezzi e soluzioni, così da alleggerire il peso sulle spalle.  

 

Durante le scorse elezioni europee del 2019 uno dei temi centrali è stata la lotta alla disinformazione. E oggi che ruolo ha nel dibattito pubblico?

La disinformazione è un fenomeno ancora molto attuale. La stragrande maggioranza dei cittadini europei (81%, dati Eurobarometro dell’autunno 2023) considera le notizie false o le informazioni che distorcono la realtà un problema per la democrazia. Alcuni attori fanno uso di notizie false o distorte per influenzare l’andamento delle elezioni e la nostra vita democratica. Si tratta del tentativo di manipolare la realtà per supportare la tesi di una guerra in risposta alle provocazioni dell’Occidente e non di aggressione ai danni dell’Ucraina, per fare un esempio. 
L’Unione europea è impegnata in prima linea con diversi strumenti: il sito internet di verifica delle notizie “EU vs Disinfo”; la collaborazione con le piattaforme dei social media; forme di incentivo per sviluppare la cosiddetta “alfabetizzazione mediatica”, la capacità cioè di districarsi tra le mille fonti oggi disponibili. Probabilmente il contrasto alla disinformazione è una lotta impari, ma ciascuno di noi può fare la differenza nel proprio piccolo. È fondamentale verificare sempre l’attendibilità di un contenuto prima di diffonderlo sui social media. Come? Controllare l’origine, allargando il confronto, traendo informazioni da più fonti per farsi un’idea più completa su qualcosa. 
 
Ogni stato membro può decidere quando organizzare le elezioni. I Paesi voteranno in tempi diversi, dal 6 al 9 giugno, quali sono poi le tempistiche? Come verranno nominati i presidenti e i commissari? 

In effetti ogni Paese europeo decide quando votare sul suo territorio per le elezioni europee. C’è però una tendenza che si rafforza ad ogni tornata, di far convergere queste elezioni negli stessi giorni. Si tratta di una scelta simbolica, che rivela lo sforzo di rendere sempre più diretto il rapporto tra i cittadini e le istituzioni europee. 
Il nuovo Parlamento europeo si riunirà per la prima volta a Strasburgo a luglio. Durante la prima plenaria eleggerà i suoi organi di presidenza. Nel frattempo, i Capi di Stato e/o di Governo che siedono nel Consiglio europeo cercheranno di accordarsi su un nome per la presidenza della Commissione europea. Durante la sessione plenaria successiva, il Parlamento europeo potrà confermare o meno la proposta del Consiglio europeo, con voto a maggioranza. Poi, il Parlamento europeo ascolterà ciascun candidato commissario (nelle Commissioni parlamentari competenti). Infine, l’approvazione dell’intero collegio dei Commissari europei avverrà da parte del Parlamento europeo in plenaria. 
 
Perché si parla di 'voto cruciale'? E quali sono le sfide che si troverà davanti la 'nuova' Unione europea?

Uno dei padri fondatori dell’Unione europea è Jean Monnet. Una sua frase molto celebre recita: “Niente è possibile senza gli uomini, e niente dura senza le istituzioni”. Fa riflettere, perché la democrazia ci permette ciclicamente di fornire le nostre indicazioni sul futuro. Alcune decisioni fanno parte di una certa “eredità del percorso” dell’Unione europea. Penso a grandi questioni che sono molto rilevanti anche nel nostro presente, come la lotta ai cambiamenti climatici, la riduzione delle disuguaglianze economiche e sociali, la Pace. Il nuovo Parlamento europeo e la prossima Commissione europea lavoreranno in un contesto internazionale fortemente polarizzato in cui bisognerà ridefinire le priorità dell’Unione europea. 

Per esempio, erediteranno il rapporto sul mercato unico di Enrico Letta, pubblicato ad aprile, e quello sulla competitività di Mario Draghi, che sarà probabilmente consegnato per fine giugno. Il mercato unico è uno dei successi più evidenti dell’Unione europea, completarlo vuol dire approfondire l’integrazione europea anche in altri settori, come quello finanziario e della transizione energetica. Competitività europea significa giocare da protagonisti nel prossimo futuro, penso in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale e della tecnologia ad alta intensità di conoscenza. 

 
Ci può citare, tra tutte, un esempio di misura dell’Unione europea che ha un impatto rilevante per i cittadini a livello locale? Per esempio in Trentino, quali potrebbero essere alcuni esempi?

Dopo la pandemia, per la prima volta nella storia l’Unione europea ha emesso debito comune per rilanciare l’economia dei 27 Paesi membri, con il programma NextGenerationEU. Alle nuove generazioni sarà consegnata un’Europa più sostenibile, digitale, moderna e competitiva. Questo programma si traduce a livello nazionale negli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). E l’Italia è il maggior beneficiario a livello europeo. 
In Trentino, tra i vari progetti PNRR che ricadono sul territorio, alcuni rivestono un’importanza strategica sia per la transizione energetica e digitale sia per il ruolo che svolgono per la resilienza ambientale.
Il primo esempio è il progetto “DATAMINE”, che vale 18,4 milioni di euro del PNRR. Sarà il primo data center green nel cuore della montagna, nelle miniere di San Romedio. Si occuperà di intelligenza artificiale, grandi capacità di calcolo e servizi ad alto impatto in diversi settori, tra cui la ciber-sicurezza. Altri due esempi sono gli investimenti per garantire l’approvvigionamento idrico: il progetto di irrigazione val di Gresta ( 10,8 milioni del Pnrr) che potrà essere utilizzato anche come fonte di acqua potabile e per spegnere gli incendi; la realizzazione di un impianto di pompaggio dal lago di Santa Giustina (2,6 milioni del Pnrr). Sarà implementata anche la rete idrica dell’acquedotto, tramite 18 progetti (106 milioni del Pnrr) che ridurranno le perdite e permetteranno un uso più attento dell’acqua. 

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